A questa è seguita una lunga serie di realizzazioni che hanno affermato l'attività dello Studio nel campo del design e dell'architettura.
Dal 2004 Marco Colombo affianca all'attività di architetto la conduzione in prima persona dell'azienda, insieme a Serena Omodeo (sua partner anche nello Studio di Architettura), con il progetto comune di sviluppare la politica aziendale verso la massima valorizzazione della sua vocazione originaria: innovazione, qualità, alta tecnologia per esigentissime nicchie.
All’interno di Trafiltubi, il laboratorio di GILCODESIGN è il centro di ricerca e di memoria storica che è ancor oggi depositario del marchio Gilco ed erede del patrimonio progettuale di Gilberto Colombo.






Ma negli anni Cinquanta-Sessanta Gilberto Colombo si interessa anche alla progettazione di barche a vela, tanto che nel 1966 attiva a Lierna, sul lago di Como, un piccolo cantiere dove vedono la luce una ventina di scafi da lui progettati. Fra questi le Star Roberta II e Roberta III, con le quali Marco Colombo, figlio di Gilberto, gareggerà successivamente, conseguendo vittorie di Campionato Italiano per ben quattro anni, nei quali si aggiudica il primo posto nel 1973 e nel 1975. Sempre di Colombo sono i progetti delle Star dei Cantieri Folli e Lillia, una delle quali è già protagonista nel 1982 di un Campionato del Mondo. Nel 1986 ben dieci dei primi undici posti dei campionati mondiali sono conquistati da barche Folli e Lillia progettate da Gilberto Colombo.
Nel 1966 Gilberto Colombo rende anche autonomo il proprio laboratorio, che aveva sempre operato nell'alveo dell'azienda paterna: come una costola della A.L. COLOMBO, nasce finalmente TRAFILTUBI, che trasferisce la propria attività nella stessa sede di Novegro dove opera tuttora. Da allora l'azienda prosegue nella strada da cui è nata, ricercando la sempre maggiore specializzazione nella produzione di tubi dai profili speciali, studiati per le applicazioni più sofisticate.

Tra queste nuances, il riferimento è in particolare al celebre acciaio speciale SCV, altrimenti detto 15CDV6, nel cui trattamento Trafiltubi è poi divenuta indiscussa protagonista, producendo tubi trafilati altamente performanti.
Negli anni Ottanta Gilberto Colombo torna anche a interessarsi alla progettazione di telai per biciclette da corsa, ed è così che crea invenzioni che rivoluzioneranno il concetto stesso della bicicletta.
Il brevetto n° 203553 è sull'invenzione: "Organo per il collegamento stabile di elementi tubolari aventi fra loro differenti angolazioni".
Il brevetto n° 203593 è sull'invenzione: "Serie di elementi tubolari aventi sezione a profili differenziati per la costruzione di telai per biciclette".
Con le invenzioni che stanno alla base di questi progetti storici, Gilberto introdusse nella concezione stessa della bicicletta innovazioni che contribuirono molto all'affermarsi dei marchi italiani nel mondo, e di prodotti mito del ciclismo, quale la bicicletta Colnago.
Il valore tecnico dei suoi progetti, realizzati con la tecnologia TRAFILTUBI, è confermato dal fatto che tutt'oggi, lungi dall'essere superati, essi sono ancora apprezzati e impiegati nella produzione delle biciclette che rappresentano ancora la più alta qualità relativamente all'uso dell'acciaio nel campo delle biciclette da competizione.
Nel frattempo il figlio di Gilberto, Marco Colombo, inizia a operare come architetto con uno Studio indipendente e, seguendo le orme paterne, oltre all'architettura si dedica al design industriale, guardando con interesse alle opportunità progettuali che possono nascere proprio dai profili speciali dell'azienda di famiglia. Nel suo primo progetto, la lampada DOVE del 1985, (da "dove", in inglese colomba), utilizza infatti sottili tubi speciali TRAFILTUBI che fungono essi stessi da conduttori per conferire alla lampada il design esclusivo che l'ha resa famosa nel mondo.
